“Ebbene, nel pieno della malora e che la vita m’era diventata insopportabile … la ruota diede un giro e io ebbi un colpo di fortuna, il primo in vent’anni che ero al mondo … gli zii chiamarono mio fratello Stefano da primo garzone. Stefano non aspettava altro che lasciare la terra che tanto era diventata troppo bassa per la sua schiena ed io era il mio sogno tornarmene a casa a farla andare io. … Ho fatto quel ritorno come la cosa più bella della mia vita. Era la mia vera festa … La casa era malandata … ma mi sarei dato da fare anche come muratore e falegname. Pure la terra era tutta da ripassare … ma adesso le avrei fatto sentire la mia vanga e … per poco che la fortuna mi accompagnasse e mia madre mi aiutasse con il suo lavoro delle robiole, si poteva sperare di toglierci una buona volta da necessitare, e se poi m’andava dritta dritta un po’ d’anni, potevo anche tornare in quello che mio padre aveva dovuto vendere.”
La malora di Beppe Fenoglio