“La costellazione amplia l’orizzonte dell’approccio al problema.”
“L’utilità della costellazione si può toccare con mano.”
di Ornello Castelli
Quando lo scorso dicembre mi fu proposto di sperimentare la costellazione per risolvere il mio problema di sostituzione di personale dimissionario sono rimasto sinceramente scettico. Io, razionale per natura e per professione, avevo difficoltà ad accettare un approccio diverso, oserei dire “irrazionale”.
Dovevo sostituire una figura molto importante, una persona che era stato il mio braccio destro per diciotto anni, del quale non conoscevo neppure di preciso quale fosse il suo lavoro, data la fiducia che ho sempre riposto in lui. E lo dovevo fare in tempi rapidi. Dove avrei trovato una persona così! Ho chiesto (ed ottenuto) aiuto ai colleghi/ amici che mi hanno fornito una lista di soggetti da valutare ed ho iniziato i colloqui.
Un problema molto concreto che esigeva soluzioni altrettanto concrete. Pressato dall’urgenza ho fatto una scelta ed ho “opzionato” una persona che sarebbe entrata nel mio studio dopo due mesi. Il mio “io” razionale aveva agito ed aveva trovato una soluzione. Casualmente (!?) in quel periodo, parlando di quanto accaduto ad un amico che si occupa anche di costellazioni, mi ha riferito della possibilità di analizzare i problemi attraverso di esse.
Accettai di provare fidandomi di chi mi faceva quella proposta. Durante la mattinata in cui siamo stati insieme abbiamo fatto “l’esperimento”: abbiamo costellato il mio studio rappresentando la squadra che lo avrebbe gestito negli anni a venire. In maniera per me inaspettata i vari soggetti coinvolti hanno fatto un percorso di “riflessione”, ed al termine il risultato è stato ancora più sorprendente. La persona che aveva dato le dimissioni sembrava non avere molto interesse per la nuova attività che avrebbe iniziato a breve; la persona che doveva costituire la continuità sembrava invece del tutto disinteressata; la nuova risorsa che avrei assunto pareva divenire una mia risorsa molto importante. Dopo lo stupore iniziale ancora una volta il mio “io” razionale concludeva che le tre risposte date dalle tre diverse persone non erano altro che il riflesso di quello che io desideravo e che, quindi, avevo “condizionato” il risultato dell’esperimento.
Dopo circa tre mesi da quel giorno la situazione era questa:
- la nuova collaboratrice, entrata al lavoro due mesi prima, era già a regime razionalizzando alcune procedure che noi avevamo in atto da anni (e che ci facevano perdere tempo), aveva già preso una discreta padronanza del software da noi utilizzato, aveva iniziato ad avere contatti con i clienti con cortesia e soddisfazione; mi diceva che era molto serena (diversamente dal posto di lavoro precedente) e che veniva volentieri a lavorare.
La mia risorsa.
- la collaboratrice che doveva costituire la continuità, a cui avevo chiesto di assumersi maggiore responsabilità, mi riferiva che già da qualche settimana stava cercando un lavoro alternativo e meno impegnativo.
La persona estranea.
-il dimissionario si è reso conto che il lavoro che aveva scelto non faceva per lui e lo ha abbandonato. Ovviamente gli ho proposto di tornare.
La vera continuità.
- Io stavo lavorando con determinazione e carica come non facevo da tempo (se ne è accorta anche mia moglie) e mi è stato affidato un altro importante incarico di lavoro.
La soluzione auspicabile.
A questo punto non ho potuto fare a meno di pensare: “Vuoi vedere che le costellazioni funzionano !!!” Sono passati due anni e la squadra sta producendo risultati. Mai prima d’ora eravamo riusciti ad essere così aggiornati sul lavoro, l’atmosfera che si respira all’interno dello studio è serena, rilassata ed allo stesso tempo produttiva; la nuova risorsa e la nuova distribuzione dei compiti hanno portato miglioramenti nella gestione del lavoro nterno e di conseguenza risposte più tempestive e qualificate alle esigenze dei clienti. Adesso ho più tempo per tudiare, per pianificare il lavoro, per analizzare strategicamente lo sviluppo dell’attività.
Ho iniziato un diverso approccio con la gestione delle persone che lavorano per me e sto rafforzando l’immagine di preparazione, di concretezza e di serietà che i colleghi ed i clienti già avevano di me. I risultati che sto ottenendo non sono ovviamente frutto della costellazione ma di un processo di miglioramento personale che ho iniziato da tempo, la costellazione ha in ogni caso rappresentato in maniera sostanzialmente corretta, ed in anticipo, la soluzione al problema che avevamo analizzato.
“L’apertura mentale facilita il costante miglioramento.”